15 aprile 2008

Presidente siamo con te!


Questi sono momenti in cui si ha una gran voglia di scrivere, scrivere e ancora scrivere. Momenti di felicità, di grande ed infinita soddisfazione perché ti senti fautore, partecipe, attivo di un cambiamento importante.
Ma andiamo con ordine. Questa notte Silvio Belusconi insieme con il Popolo della Libertà ed il popolo del Nord ha segnato un grande ed importante successo politico, fatto di idee, sogni e amore per una nazione che spera nel cambiamento. Sembra di assistere ad un sogno, ad uno scenario irreale, diverso dal solito. Questa vittoria sa di nuovo, per tanti motivi.
Il primo è che nessuno si sarebbe mai aspettato che questo paese diventasse veramente bipolare. Merito di un clima da guerra fredda tra destra e sinistra dove se io faccio un passo, allora lo fai anche tu! Ebbene finalmente ci troviamo con pochi e grandi partiti seduti nelle ale del parlamento.
Il secondo cambiamento sta nel fatto che gli Italiani definiti stupidi, miopi e tradizionalisti hanno saputo guardare oltre l’ostacolo, si sono fidati della lungimiranza di Silvio Belusconi, perché solo così questo Paese potrà aspirare ad essere governato con mano salda. Gli Italiani hanno capito che il loro paese ha bisogno di concretezza, di fatti reali e di riforme che siano al passo coi tempi, calate nel mondo in cui viviamo e hanno capito che le ricette proposte da alcuni uomini dell' EX SINISTRA COMUNISTA non vengono adottate nemmeno nell’attuale Russia.
Gli Italiani hanno attuato la prima grande riforma di questo Paese, hanno messo alla berlina tutti quei piccoli partiti demagogici -i veri parassiti del sistema- e hanno consegnato le chiavi del paese ad una persona concreta ma capace di sognare e di guardare oltre l’orizzonte.
Tutto sommato c’è stata la conferma che la legge elettorale è giusta, infatti premia chi ha il margine e come avvenne nel 2006 (quando si pareggiò), ha rappresentato realmente le forze in campo. Se si volesse riformarla sarebbe la volta buona per farlo in maniera drastica e risolutiva nei confronti dei partiti che sono sotto il 5%.
Il Presidente Berlusconi ora si trova al timone di una coalizione salda e compatta, con l’esperienza che deriva da tante traversate difficili e dolorose e con una rotta
tracciata da ideali e programmi che devono servire per riformare l’Italia.
Questa è la volta buona, le condizioni ci sono…
E come recita la canzone del Popolo della Libertà, tanto disprezzata in campagna elettorale, ma mai così attuale e vera: PRESIDENTE SIAMO CON TE… MENO MALE CHE SILVIO C’E’………SILVIO C’E’……SILVIO C’E’!!!!!!!!!!!!!!!
(alla Guido Meda nelle telecronache del motomondiale!!!!);-)

Matteo Bocca

VITTORIA!

Il titolo è tutto un programma. Da questa tornata elettorale si è avuto finalmente un risultato chiaro e definitivo, contrariamente a quanto accaduto due anni fa in cui l’Italia era inciampata in una misteriosa confusione decretando il Centro Sinistra di Prodi vincitore, forte dei 24.000 voti in più alla camera ma 250.000 voti in meno al senato.
La legge elettorale è stata fortemente criticata, etichettata come non compatibile alla governabilità di un paese democratico e avanzato come l’Italia, ma in questa tornata elettorale la vittoria è stata netta, definitiva e senza problematiche, e questo a tutto svantaggio di coloro che puntavano a demonizzare la legge utilizzandola come pretesto o unica colpevole dell’instabilità del governo Prodi.
Oggi, 15 Aprile 2008, l’Italia si appresta a ricevere a Palazzo Chigi un nuovo Presidente del Consiglio, un Premier che per la terza volta tenterà di riprendere il buongoverno iniziato nel lontano 2001 e che nel 2006 è stato erroneamente interrotto prolungando, di fatto, il tunnel di questa crisi.
L’impegno preso da Silvio Berlusconi con gli Italiani è sempre stato chiaro e senza secondi fini.
Al paese servono riforme strutturali in grado di proiettarla tra le file dei maggiori paesi europei, oltre che a riforme economiche che tentino di ammodernare l’amministrazione locale, svilupparne l’efficacia, sperando che questo produca maggiori consumi e maggiore consapevolezza del cittadino a non sentirsi abbandonato dallo Stato e dal suo potere decisionale, mettendo a tacere i vari demonizzatori della politica italiana come i famigerati grilli parlanti.
Personalmente, rivolgo i miei complimenti a Walter Veltroni per il suo impegno e la sua volontà di trasformare la sinistra italiana in una sinistra europea, moderna, moderata e social democratica, abbandonando i canoni della sinistra di “ieri” composta da cattolici, comunisti, laici, socialisti e ambientalisti.
Un’accozzaglia di schieramenti e un caravanserraglio ridicolo e palesemente illogico.
Ma la notizia del giorno è anche e soprattutto la grande sconfitta dei comunisti in generale.
Con grande stupore, il parlamento italiano non fornirà nessuna poltroncina a coloro che si definiscono orgogliosamente comunisti, a coloro che nelle piazza continuano inutilmente a parlare di marxismo, di leninismo, di lotta di classe, potere proletario e quant’altro di più vecchio e ormai superato a livello europeo.
L’Italia, per la prima volta nella storia della sua politica dal dopoguerra, non è rappresentata da nessun sventolatore di falce e martello e finalmente si allinea alla politica interna dei paesi occidentali e abbandona il trono del paese europeo con il più forte partito comunista del mondo libero.
Per la prima volta nella nostra storia, non saremo rappresentanti da transgender con un’opinabile onestà intellettuale che sui giornali comparivano solo per portare avanti battaglie sul tipo di bagno da utilizzare a montecitorio, non saremo rappresentati da soggetti che nel tempo libero manifestano nelle piazze gridando “10, 100, 1000 Nassirya” ma soprattutto non saremo rappresentanti da pecorari della politica, pseudo ambientalisti che protestano contro il treno dell’altavelocità, maggiormente conosciuto come TAV, ma si nascondono ed evitano di discutere sulla tragica situazione della spazzatura di Napoli che ha sconvolto l’opinione pubblica internazionale, abbandonando il popolo napoletano e trascinando il paese in un radicale cambiamento di opinioni anche a coloro che definivano l’italia come il “belpaese”.
In termini militari, ciò lo si sintetizza come “missione compiuta”, ma in termini politici lo si sintetizza molto più semplicemente come VITTORIA.
Vittoria non solo di Berlusconi, di Fini e di Bossi, Vittoria non solo per gli anticomunisti ma a favore della democrazia più compiuta, ma soprattutto VITTORIA per il popolo Italiano, che vedrà finalmente risolta la situazione di Napoli, di Alitalia e di molti altri problemi che devono essere eliminati per uscire dalla crisi.
Uniti si vince, uniti si governa, uniti si cambia l’italia!


Massimiliano Cirinnà

06 aprile 2008

Perchè votare Popolo della Libertà

La campagna elettorale sta volgendo al termine.
Restano da convincere gli indecisi, coloro che a meno di due settimane dal voto non hanno ancora deciso chi scegliere. Non possiamo far sì che si lascino condizionare dalle bugie del Partito Democratico e non conoscano il programma del Popolo della Libertà. Veltroni e gli esponenti del suo partito sono gli stessi protagonisti del fallimentare governo Prodi e nemmeno il leader del Pd rappresenta la novità essendo un uomo che fa politica da oltre 30 anni, che ha già ricoperto la carica di vicepremier e che fino a pochi giorni fa è stato sindaco di Roma. E proprio la capitale ha pagato l'incapacità governativa di Veltroni, diventando città sporca e insicura, con i quartieri periferici invasi da rom e immigrati clandestini. A differenza del Pd,il Popolo della Libertà non promette nulla di irrealizabile, punta sulla riduzione delle tasse, sulla sicurezza nelle città e sulla realizazione delle infrastrutture bloccate dal governo Prodi. Questi i punti principali di un programma solido e concreto per permettere al paese di uscire dalla crisi. Oltre alla Sinistra Arcobaleno e all'Unione di Centro di Casini, rimangono i partiti minori come La destra o i Socialisti, ma le preferenze per questi schieramenti non sono altro che voti persi. Non dobbiamo pensare che Berlusconi abbia già vinto, il 13 e 14 aprile
bisogna scegliere chi governerà e per far ripartire l'Italia bisogna
votare il Popolo della Libertà!

Marta Galimberti

03 aprile 2008

LE INTERVISTE AI CANDIDATI

La nostra intervista a Lara Comi, canditata alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito del Popolo della Libertà.