15 aprile 2008

VITTORIA!

Il titolo è tutto un programma. Da questa tornata elettorale si è avuto finalmente un risultato chiaro e definitivo, contrariamente a quanto accaduto due anni fa in cui l’Italia era inciampata in una misteriosa confusione decretando il Centro Sinistra di Prodi vincitore, forte dei 24.000 voti in più alla camera ma 250.000 voti in meno al senato.
La legge elettorale è stata fortemente criticata, etichettata come non compatibile alla governabilità di un paese democratico e avanzato come l’Italia, ma in questa tornata elettorale la vittoria è stata netta, definitiva e senza problematiche, e questo a tutto svantaggio di coloro che puntavano a demonizzare la legge utilizzandola come pretesto o unica colpevole dell’instabilità del governo Prodi.
Oggi, 15 Aprile 2008, l’Italia si appresta a ricevere a Palazzo Chigi un nuovo Presidente del Consiglio, un Premier che per la terza volta tenterà di riprendere il buongoverno iniziato nel lontano 2001 e che nel 2006 è stato erroneamente interrotto prolungando, di fatto, il tunnel di questa crisi.
L’impegno preso da Silvio Berlusconi con gli Italiani è sempre stato chiaro e senza secondi fini.
Al paese servono riforme strutturali in grado di proiettarla tra le file dei maggiori paesi europei, oltre che a riforme economiche che tentino di ammodernare l’amministrazione locale, svilupparne l’efficacia, sperando che questo produca maggiori consumi e maggiore consapevolezza del cittadino a non sentirsi abbandonato dallo Stato e dal suo potere decisionale, mettendo a tacere i vari demonizzatori della politica italiana come i famigerati grilli parlanti.
Personalmente, rivolgo i miei complimenti a Walter Veltroni per il suo impegno e la sua volontà di trasformare la sinistra italiana in una sinistra europea, moderna, moderata e social democratica, abbandonando i canoni della sinistra di “ieri” composta da cattolici, comunisti, laici, socialisti e ambientalisti.
Un’accozzaglia di schieramenti e un caravanserraglio ridicolo e palesemente illogico.
Ma la notizia del giorno è anche e soprattutto la grande sconfitta dei comunisti in generale.
Con grande stupore, il parlamento italiano non fornirà nessuna poltroncina a coloro che si definiscono orgogliosamente comunisti, a coloro che nelle piazza continuano inutilmente a parlare di marxismo, di leninismo, di lotta di classe, potere proletario e quant’altro di più vecchio e ormai superato a livello europeo.
L’Italia, per la prima volta nella storia della sua politica dal dopoguerra, non è rappresentata da nessun sventolatore di falce e martello e finalmente si allinea alla politica interna dei paesi occidentali e abbandona il trono del paese europeo con il più forte partito comunista del mondo libero.
Per la prima volta nella nostra storia, non saremo rappresentanti da transgender con un’opinabile onestà intellettuale che sui giornali comparivano solo per portare avanti battaglie sul tipo di bagno da utilizzare a montecitorio, non saremo rappresentati da soggetti che nel tempo libero manifestano nelle piazze gridando “10, 100, 1000 Nassirya” ma soprattutto non saremo rappresentanti da pecorari della politica, pseudo ambientalisti che protestano contro il treno dell’altavelocità, maggiormente conosciuto come TAV, ma si nascondono ed evitano di discutere sulla tragica situazione della spazzatura di Napoli che ha sconvolto l’opinione pubblica internazionale, abbandonando il popolo napoletano e trascinando il paese in un radicale cambiamento di opinioni anche a coloro che definivano l’italia come il “belpaese”.
In termini militari, ciò lo si sintetizza come “missione compiuta”, ma in termini politici lo si sintetizza molto più semplicemente come VITTORIA.
Vittoria non solo di Berlusconi, di Fini e di Bossi, Vittoria non solo per gli anticomunisti ma a favore della democrazia più compiuta, ma soprattutto VITTORIA per il popolo Italiano, che vedrà finalmente risolta la situazione di Napoli, di Alitalia e di molti altri problemi che devono essere eliminati per uscire dalla crisi.
Uniti si vince, uniti si governa, uniti si cambia l’italia!


Massimiliano Cirinnà

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