29 ottobre 2008

Informazioni utili...

Dopo l'ultimo intervento, la redazione ha deciso di allegare due link che permettano la lettura dei testi tanto contestati: il disegno di legge del Ministro Gelmini e la legge n.133/2008. E' importante essere a conoscenza delle decisioni del governo e, soprattutto, di questa riforma legislativa che crea sempre più disappunto. Ricordiamo, a sostegno del nostro nuovo governo, degli studenti e del personale scolastico, che l'informazione è fondamentale, nonché decisiva, prima ancora delle proteste.

Camilla C.


Link Disegno di legge

Link Legge n.133/2008

Giovani proteste - Soliti pretesti

Una particolare scena ha stimolato una semplice riflessione proprio ieri sul treno.Ero seduta tranquillamente, quando una "mandria" di ragazzi ha invaso il vagone bivaccando come se nulla fosse.
Le loro urla ed il loro vocabolario particolarmente colorito "hanno attirato" la mia attenzione. Stavano infatti parlando della Riforma proposta dal Ministro Gelmini. Li sentivo contrari e pronti a "perdere giorni di lezione pur di portare avanti i loro ideali".Sembrerebbe un gesto davvero ammirevole il loro...Peccato che Loro,con i propri ideali di protesta minacciano il diritto allo studio di tutte quelle persone che HANNO VOGLIA DI IMPIEGARE IL LORO TEMPO SEGUENDO LE LEZIONI.Fermo restando che la democrazia prevede Libertà di pensiero e parola,non è sicuramente questo il modo per reclamare la tanto declamata "parità di diritti". E allora direi che c'è moltissima incoerenza,troppa forse nel voler impedire un diritto così importante,quello allo studio. Diverse sono le opinioni che ho attentamente ascoltato,diversi i pareri che hanno fatto emergere un "problema" sostanziale: una moltitudine di persone non sta protestando contro la riforma,bensì esprime un totale disappunto nei confronti del Governo in carica,prendendo tale riforma solo come una scusante per inveire contro le azioni di Palazzo Chigi. Si parla dei fondi che verranno tagliati,si parla della disoccupazione che questa riforma porterebbe.E' vero,inutile negare l'evidenza però non credo sia nemmeno giusto ammonire tutte quelle persone che ogni giorno lavorano alacremente.Trovo assolutamente diseducativo che insegnanti delle elementari talvolta stentino a conoscere regole fondamentali della grammatica italiana.Proprio i primi anni di scuola sono quelli più importanti,quelli che formano un futuro studente.Proprio per questo è, a parer mio, giusto procedere con una politica basata sulla MERITOCRAZIA,premiando chi realmente se lo merita e proseguendo con il detto "pochi ma buoni".E' inutile lamentarsi del fatto che le scuole siano inefficienti,che non diano una corretta educazione se siamo noi, per primi, a volere che ciò accada. Questa protesta è per molti un semplice prestesto...Già perchè quando vi è l'incapacità di affrontare l'avversario in campo,lo si fa per vie traverse.
Anna N.

25 ottobre 2008

Azione e reazione

Considerando la situazione mediorientale e gli equilibri internazionali, ho potuto maturare qualche modesta e semplice riflessione. Questa mia analisi parte da un postulato per me imprescindibile: Israele c'è e conta 7.000.000 di abitanti. Certamente un Paese di tali dimensioni non può essere spostato o eliminato dalla faccia della Terra, come qualcuno dichiara di voler fare. La situazione attuale ci permette di partire da due esempi pratici, la zona controllata da Al-fatah e la striscia di gaza controllata da Hamas, possiamo vedere che la prima è una forza moderata che ormai ha riconosciuto lo stato di Israele e collabora con esso per la ricerca di un accordo pacifico, da quando vige questo non ci sono stati atti ostili ne dall'una ne dall'altra parte. La situazione con Hamas è diversa,questa fazione controlla Gaza, non vuole riconoscere Israele e non vuole abbandonare le armi, il problema della pacificazione risiede proprio in questo gruppo.Una parte del mondo civile vede Israele di cattivo occhio per le sue azioni contro di essa ma io mi chiedo: quando Hamas lancia razzi sulle città di confine, o fa strage di civili, non è da punire? Non si può equiparare il lancio alla cieca di razzi sul territorio israeliano alla reazione militare che cerca di essere il più mirata possibile contro gli autori di tali gesti. Si è vero, purtroppo succede che talora, nelle operazioni militari degli innocenti rimangano coinvolti, ma è diverso dagli attacchi sistematici! Coloro che abitano nelle città di confine e si vedono piombare un razzo Qassām in testa mentre stanno mangiando, cosa c'entrano? Come si può equiparare l'azione indiscriminata alla reazione mirata? E’ indiscusso che se un capo di Hamas lancia missili o kamikaze sul territorio di Israele questi il giorno dopo reagisce però se criminalmente decide di farlo comunque, probabilmente è perche esporre dei miliziani e degli innocenti civili colpiti è forse un buon modo per foomentare il fanatismo e l'odio anti-semita. Considerando anche il fatto che Israele è uno stato che come ampiezza e popolazione è un leggermente più piccolo della Lombardia, circondato da stati grandi come l'Italia, che ognuno di essi nell’arco degli ultimi 60 anni lo ha attaccato almeno una volta, è logico che "mostrare i muscoli" davanti all’attacco è d'obbligo, altrimenti avrebbe già dovuto soccombere. Penso che il dialogo con Al-fatah e l'opzione dei due stati e due popoli mi sembra ormai la più praticabile, però finchè Hamas non lascerà le armi e i vari revisionisti non abbandonerranno le loro idee di una neo-shoah, difficilmente si potrà giungere a una soluzione.


Nicolò V.