27 novembre 2008

CHI PENSA MALE,PARLA MALE?

Torno da una delle prime lezioni di diritto privato e ripenso a una delle frasi citate dal mio professore:chi pensa male,parla male. La celebre battuta di Nanni Moretti ,in risposta ad una giornalista per condannare il mal uso della lingua italiana, offre infatti diversi spunti di riflessione.
Oggi più che mai,quando una semplice sentenza può far scatenare discussioni e proteste , è indubbiamente necessaria una certa attenzione nell’utilizzo del linguaggio. Certo è che dietro ad un discorso, di rilevante o meno importanza, ci sono pensieri e idee a cui esso è stato ispirato e allora giustamente possiamo considerare la nostra frase di riferimento come una grande verità.
Discostandoci dal concepirla sotto questo punto di vista, proviamo ad analizzare le forme con i rispettivi significati che questa proposizione potrebbe assumere. “Chi pensa bene,parla male”,” Chi pensa male,parla bene”:qui sorge un grande problema!Quante volte ci è capitato di ascoltare personaggi di una certa rilevanza pubblica che nonostante le assurdità delle proprie idee hanno saputo incantare e convincere una vasta massa di individui?O al contrario, quante volte abbiamo dovuto sforzarci per comprendere alcuni concetti che per quanto validi e proficui che fossero non erano stati espressi in modo chiaro ed intelligibile?
Se pensiamo alla realtà attuale, molte delle nuove riforme sono state fortemente messe in discussione senza riconoscerne l’utilità e la necessità. Si potrebbe criticare una poca fruibilità ed è proprio per questo che il governo si sta attivando con il proposito di organizzare in tutto il nostro territorio iniziative con il fine di rendere tutti i cittadini inesperti in materia consapevoli e rassicurati di ciò che effettivamente è stato fatto,si sta facendo e si farà.

Martina G.

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