Considerando la situazione mediorientale e gli equilibri internazionali, ho potuto maturare qualche modesta e semplice riflessione. Questa mia analisi parte da un postulato per me imprescindibile: Israele c'è e conta 7.000.000 di abitanti. Certamente un Paese di tali dimensioni non può essere spostato o eliminato dalla faccia della Terra, come qualcuno dichiara di voler fare. La situazione attuale ci permette di partire da due esempi pratici, la zona controllata da Al-fatah e la striscia di gaza controllata da Hamas, possiamo vedere che la prima è una forza moderata che ormai ha riconosciuto lo stato di Israele e collabora con esso per la ricerca di un accordo pacifico, da quando vige questo non ci sono stati atti ostili ne dall'una ne dall'altra parte. La situazione con Hamas è diversa,questa fazione controlla Gaza, non vuole riconoscere Israele e non vuole abbandonare le armi, il problema della pacificazione risiede proprio in questo gruppo.Una parte del mondo civile vede Israele di cattivo occhio per le sue azioni contro di essa ma io mi chiedo: quando Hamas lancia razzi sulle città di confine, o fa strage di civili, non è da punire? Non si può equiparare il lancio alla cieca di razzi sul territorio israeliano alla reazione militare che cerca di essere il più mirata possibile contro gli autori di tali gesti. Si è vero, purtroppo succede che talora, nelle operazioni militari degli innocenti rimangano coinvolti, ma è diverso dagli attacchi sistematici! Coloro che abitano nelle città di confine e si vedono piombare un razzo Qassām in testa mentre stanno mangiando, cosa c'entrano? Come si può equiparare l'azione indiscriminata alla reazione mirata? E’ indiscusso che se un capo di Hamas lancia missili o kamikaze sul territorio di Israele questi il giorno dopo reagisce però se criminalmente decide di farlo comunque, probabilmente è perche esporre dei miliziani e degli innocenti civili colpiti è forse un buon modo per foomentare il fanatismo e l'odio anti-semita. Considerando anche il fatto che Israele è uno stato che come ampiezza e popolazione è un leggermente più piccolo della Lombardia, circondato da stati grandi come l'Italia, che ognuno di essi nell’arco degli ultimi 60 anni lo ha attaccato almeno una volta, è logico che "mostrare i muscoli" davanti all’attacco è d'obbligo, altrimenti avrebbe già dovuto soccombere. Penso che il dialogo con Al-fatah e l'opzione dei due stati e due popoli mi sembra ormai la più praticabile, però finchè Hamas non lascerà le armi e i vari revisionisti non abbandonerranno le loro idee di una neo-shoah, difficilmente si potrà giungere a una soluzione.
Nicolò V.
25 ottobre 2008
Azione e reazione
Etichette: Dall'estero..., Opinioni
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento