L’8 marzo 2008 al Palalido di Milano si è tenuta l’apertura della campagna elettorale del Popolo della Libertà, una grande iniziativa frequentata da molti militanti, simpatizzanti e cittadini. Il Presidente Berlusconi e Gianfranco Fini hanno illustrato i cardini del programma elettorale e soprattutto hanno motivato tutti verso una campagna elettorale leale, fondata su valori e progetti concreti, ma che non conceda sconti alle sinistre. Ogni voto perso potrebbe essere fondamentale per avere una solida maggioranza in Senato e poter governare con quella determinazione e serietà di cui l'Italia ha bisogno. Il nostro Paese ha bisogno di riforme strutturali serie e anche un po' dolorose, ma come dice sempre la mamma "se si vuole guarire bisogna prendere la medicina, anche se amara… l'importante è che sia la medicina giusta!!!!" Il Governo Prodi non ha fatto altro che somministrare medicine sbagliate e non ha fatto altro che aumentare la crisi di questo Paese che soffre di tante malattie: la prima è il debito pubblico sempre troppo alto e che per colpa dei suoi interessi non ci permette di investire e crescere; la seconda è la spesa pensionistica, ormai incontrollata e che mette a rischio le generazioni future che già oggi soffrono per una situazione di precarietà ai limiti della decenza (per fortuna che in Italia abbiamo un wellfare unico al mondo: la famiglia!!!!). Infine, la terza malattia è il costo della pubblica amministrazione che con la sua pletora di dipendenti produce servizi con un coefficiente di produttività che se fosse applicato alle aziende private fallirebbero nel giro di un mese.
Se siamo tutti coscienti di quanto appena scritto, non lasciamo che la nostra Italia da malata grave diventi malata terminale…. Ci ha pensato la sinistra a farle una bella iniezione di burocrazia, lobby cooperativa e tante tante bugie su tasse, sviluppo, tesoretti e benessere (i rifiuti in Campania insegnano).
Detto questo, la conseguenza non può essere che...
il 13 e 14 aprile VOTARE BERLUSCONI!
Matteo Bocca

"LA CAMPAGNA ELETTORALE"
La campagna elettorale, dopo l’intervento di Gianfranco Fini e di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, ha avuto ufficialmente il suo inizio.
Soltanto pochi giorni fa, sia Enrico Mentana che Bruno Vespa, rispettivamente conduttori di Matrix e Porta a Porta, sottolineavano l’assenza di scontri fra gli opposti schieramenti politici, che comportavano indubbiamente un bene per il paese, ma una conseguenza relativamente dannosa in termini di ascolti ed interesse generale.
Sabato mattina abbiamo assistito ad una lieve svolta in materia di contenuti ma anche e soprattutto in materia di scontri.
Berlusconi, parlando del rispetto e del mantenimento delle promesse sbandierate in campagna elettorale dalle Sinistre, ha simbolicamente stracciato 2 fogli di carta per sottolineare come il programma politico del “nuovo” partito democratico, altro non sono che documenti da mostrare e innegiare in campagna elettorale, ma che si trasformano in semplici pezzi di carta straccia dopo il voto.
Gli ultimi 20 mesi sono un esempio palese e lampante di quanto accennato, e gli effetti disastrosi della gestione Prodiana rappresentano un chiaro esempio di mal governo, di sfiducia nei confronti delle istituzioni e soprattutto di sfiducia nei confronti dei programmi politici che vengono considerati cibi pregiati per chi abbocca alle promesse più strampalate.
Il mondo sta incontrando un momento molto critico dal punto di vista economico, originata in parte dalla crisi della globalizzazione e da sistemi economici nazionali non al passo coi tempi, ma il Partito Democratico avanza ipotesi di rinascita nazionale, di fantasiose crescite economiche e di una miracolosa diminuzione della pressione fiscale. Quella pressione fiscale che il loro presidente, Prodi, in 20 mesi ha portato a oltre il 43% mettendo in ginocchio le famiglie e i piccoli lavoratori che con fatica arrivavano alla quarta settimana del mese.
Il gesto di Berlusconi, non deve essere erroneamente scambiato come un utilizzo violento e aggressivo della politica che prevarica l’avversario con presunte sopraffazioni, ma come un attacco mirato che si allinea ai toni che Veltroni e i suoi hanno già utilizzato da ormai qualche giorno.
Ricordiamo, per esempio, le minacce del nostro giustizialista Di Pietro nei confronti della completa cancellazione di 2 canali RAI e di 2 canali MEDIASET, a tutto svantaggio, ovviamente, di quest’ultima.
La verità è che l’Italia è pesantemente in affanno.
I prezzi che continuano ad aumentare, una pressione fiscale mai così alta da circa 11 anni, una regione, la Campania, che affonda nei rifiuti, come si può immaginare che in queste condizioni, gli elettori sopportino altre dosi di buonismo.
Berlusconi ha voluto rappresentare, col suo gesto, la rabbia di noi tutti alle prese con le difficoltà di tutti i giorni.
Una rabbia che unisce, perché uniti si vince, uniti si governa e uniti si cambia l’italia.
Massimiliano Cirinnà

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