16 novembre 2007

Mandiamo a casa Prodi!!!

Sabato 17 e domenica 18 Forza Italia scenderà in piazza in numerose città italiane con i suoi gazebo a raccogliere le firme per chiedere di ritornare subito al voto.
Sarà inoltre possibile firmare su internet al sito www.rivotiamo.it.
Cerchiamo tutti di dare il nostro contributo affinchè l'Italia ritrovi il suo ruolo da protagonista con un governo serio!!!
Se pensi che è giunta l'ora di voltare pagina,non esitare e vai a firmare.

15 novembre 2007

"L'Italia è fanalino di coda della crescita Ue"

Sfogliando le pagine di un quotidiano nazionale, mi sono imbattuta in un articolo che iniziava così:
"Il commissario europeo delle finanze, Joaquin Almunia,dichiara espressamente che l'economia italiana registra la crescita più bassa dell’Eurozona." Incuriosita da questo incipit, ho proseguito nella lettura e mi sono trovata dinnanzi una serie di dati: "Secondo le stime dell' Unione Europea, in Italia la crescita del Pil è ferma al 1,9% rispetto alla media europea del 2,6%. Ma nel 2008 e nel 2009 le cose non sono destinate a migliorare. Infatti, il Pil si posizionerà rispettivamente a 1,4 % e a 1,6%, mentre nell’Ue la crecita è stimata dell’2,3%. Tutto questo contribuisce al rallentamento della produzione industriale, ferma a settembre, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, all’1%( dati Istat)".
Questa sfilza di percentuali presentate così sembra un po'inquietante, ma ancora di più spaventa, secondo l'opinione dell'autrice,è il loro significato! Quello che appare è che nel quinquennio 2001-2006, che registrava una forte crisi mondiale (Torri Gemelle, crollo delle borse mondiali, recessione "mondiale", ndr) l’Italia era riuscita, nonstante tutto, a rimanere nello standard degli altri paesi e nel 2006, quando incominciava la ripresa in Europa, il Pil era persino cresciuto a 1,9%.
Ebbene, allora è abbastanza semplice e immediato riconoscere che questi risultati non erano altro che il frutto di una buona e oculata politica economica messa in atto da parte del governo Berlusconi.
Invece oggi, mentre tutti gli altri paesi dell’Europa corrono noi cosa facciamo? E quali prospettive offrono a noi giovani? Ci facciamo passare il treno davanti rischiando di non riuscire più a prenderlo perché, come sottolinea anche Almunia, in Europa i rischi e le incertezze sono in aumento (vedi il rallentamento dell'economia USA, l'incertezza dei mercati finanziari, il prezzo del petrolio e altro...) e noi veniamo tenuti costantemente un passo indietro rispetto agli altri!

Ilaria G.