30 ottobre 2007

L'ostilità verso gli zingari è una moderna forma di antisemitismo?

Fra gli articoli di Vanity Fair n.39 uno ha colpito la nostra attenzione. Gad Lerner riprende il sentimento di rabbia, oramai molto diffuso, nei confronti degli zingari:" Fra il 1880 e il 1920 alcuni pensatori dell'Europa orientale cominciarono a sostenere una tesi che allora sembrava inconcepibile: l'antisemitismo moderno andrà ben oltre la tradizionale ostilità nei confronti degli ebrei; questa rabbia che monta e comincia a scatenarsi nei pogrom culminerà inevitabilmente nella scelta di eliminarci, cioè in uno sterminio. Avevano ragione. Pochi decenni dopo la loro profezia, nel cuore della civiltà europea, fu concepita una macchina industriale capace di deportare, concentrare ed incenerire sei milioni di persone. Io temo che succederà lo stesso, fra venti o trent'anni, con gli zingari. Magari nessuno fra coloro che oggi ne hanno paura e vuole allontanarli dal suo Paese concepisce un tale disegno mortale. Ma state pur sicuri che altri cominceranno a studiare il loro massacro, e un giorno passeranno all'azione". In poche parole viene palesemente associata la rabbia che scaturisce nei confronti dei rom a quella verso gli ebrei, che ha caratterizzato il periodo nazista. La rabbia è un sentimento simile in tutte le circostanze e, a volte, porta all'odio più profondo, ma forse Lerner dimentica che le condizioni in cui essa nasce sono molto differenti: il periodo storico, le leggi, la conformazione degli stati. E' giusto utilizzare tali termini di paragone?
Egli continua, dicendo: "Nei loro confronti la nostra brava gente non si limita a chiedere l'applicazione della legge. Macché: come nei tempi più oscuri siamo tornati a considerare infido, sgradito, in una parola "colpevole", il popolo zingaro nel suo insieme. Sempre più frequente è l'uso del fuoco per distruggerne i campi. Contro gli zingari, un popolo di individualisti riesce a dar vita a comitati di lotta: che bello sentirsi maggioranza perbene, solidale nel dare addosso ad una cattiva minoranza. Per l'ennesima volta parte la caccia contro i pochi. Basta che un prefetto, un sindaco, o peggio un prete, voglia piazzare nel circondario poche decine di immigrati dalla Romania e scattano insieme la furia e la paura. Ma davvero si può avere paura di sessanta zingari accampati nei dintorni? Fino al punto di non avere pietà dei loro bambini?".
Certo che le persone hanno paura. Hanno paura quando la criminalità aumenta. Hanno paura quando i loro figli vengono derubati aspettando i mezzi pubblici. Hanno paura ad uscire alla sera, pensando che ci sono persone disposte a tutto pur di sopravvivere. Nessuno ritiene i rom colpevoli in quanto tali: lo sono nel momento in cui commettono atti illeciti, specialmente contro la popolazione che li accoglie. Tant'è che le donne e i bambini immigrati vengono tutelati dalle leggi italiane.
Lerner conclude: "I comuni sgomberano accampamenti che saranno benissimo destinati a riformarsi altrove. Temo andranno avanti così per anni, finché qualcuno oserà dire che bisogna proprio eliminarle fisicamente, queste vite di scarto. E quando il clima sarà propizio, passerà all'azione".
In effetti, ogni volta che avviene uno sgombero, si assiste alla creazione di un altro campo rom. Ma ciò è colpa di una burocrazia molto lenta, del mal funzionamento della giustizia e di zingari che spesso rifiutano aiuto dallo Stato per inserirsi nel contesto sociale italiano, facendo sprecare tempo prezioso utile ad aiutare individui più bisognosi.
Forse è il caso che le persone imparino a guardare oggettivamente la situazione e a mettersi nei panni di coloro che vivono realmente nei pressi di un accampamento. Lerner utilizza un paragone improprio per una situazione che sta creando sempre più malcontento non solo nei cittadini italiani, ma anche negli immigrati che risiedono in Italia e spesso sono vittime dei loro compaesani. Sarei curiosa di sapere, nel caso in cui lo derubasse un rom accampato vicino alla sua casa, se il signor Lerner la penserebbe allora in modo diverso. O forse sarebbe ancora pronto a difenderlo?
(Camilla C.)

29 ottobre 2007

Coppie in politica:quando conta l'alleanza strategica tra moglie e marito

L’addio tra Nicolas e Cècilia Sarkozy era atteso da tempo, e smaschera un metodo: l’alleanza strategica tra moglie e marito.
Sulla coppia presidenziale francese le voci di separazione giravano da mesi, ma l’annuncio è arrivato solo pochi giorni fa.
E il gossip si è scatenato: la ex first lady francese amerebbe già un altro, il manager marocchino Richard Attias. Il presidente invece si sarebbe invaghito del ministro della Giustizia Rachida Dati o della celebre velista Maud Fontenoy.
Su una cosa tutti, comunque, sono d’accordo: Nicolas e Cécilia sono rimasti insieme finchè c’è stata convenienza politica, infatti senza l’eleganza di lei, lui non ce l’avrebbe mai fatta a scalare l’Eliseo.
Ma il “metodo Sarkozy” non è poi così insolito. Impossibile non pensare all’ex presidente Usa Bill Clintone alla moglie Hillary Rodham.
L’alleanza strategica tra i due è fortissima(Hillary è in corsa per le elezioni presidenziali 2008),ma cammina sulle macerie di un amore inciampato nove anni fa sulla scappatella di Bill con Monica Lewinsky. La Clinton ha valutato che l’occhio sociale conta più delle ripicche private. E dunque eccoli "felici" a tentare di riaccedere alla Casa Bianca. (Ilaria G)

28 ottobre 2007

News

Mobilitazione Azzurra

Il 17-18 novembre siamo tutti invitati a scendere nelle piazze delle nostre città per mettere al corrente più cittadini possibile del nostro impegno al fine di mandare a casa questa sinistra dannosa e pericolosa.

"Mobilitazione Azzurra": il 17 in piazza per il voto

Silvio Berlusconi torna a battere un colpo, e lo fa in piazza rompendo gli indugi. Il leader della Cdl ha infatti inviato una nuova lettera ai suoi parlamentari per annunciare la decisione di una nuova "mobilitazione azzurra". "Ti prego - scrive il leader azzurro - di contattare tutti le iscritte e gli iscritti di Forza Italia per una grande mobilitazione da organizzare per il 17 e il 18 novembre attraverso gazebo, dibattiti, diffusione di volantini e altre iniziative per mettere al corrente più cittadini possibile del nostro impegno al fine di mandare a casa questa sinistra dannosa e pericolosa". "Il ritorno delle sinistre al governo contro il volere della maggioranza degli elettori ha purtroppo riportato indietro di dieci anni l’orologio della politica e ha fatto riemergere una nuova, e forse più grave emergenza democratica". Scrive l'ex premier. "L’unico governo occidentale che annovera dei partiti che ancora, orgogliosamente, sono e si definiscono comunisti, sta trascinando l’Italia dentro un tunnel senza uscita, scavando un solco tra il Palazzo e cittadini che rischia di diventare incolmabile". L’ex presidente del Consiglio prosegue il suo ragionamento sull’esecutivo Prodi. "L’Unione tra i comunisti e la ex sinistra democrastiana ha perpetuato l’antico patto di spartizione del potere nato sotto l’ombrello ideologico del cattocomunismo, riproponendo vecchi vizi e vecchie logiche politiche, con un governo che assomma impotenza ed arroganza e che blocca, come una pesante zavorra, lo sviluppo del Paese". Se la situazione è questa, spiega ancora Berlusconi, le conseguenze sono gravi: "L’Italia in mano alle sinistre sta collezionando una impressionante serie di record negativi, primi fra tutti la tassazione più eccessiva e l’immigrazione senza controllo, che ha abbassato in misura inaccettabile il livello della sicurezza dei cittadini".
L’ex presidente del Consiglio dunque continua a guardare alla seconda settimana di novembre come data probabile per la caduta dell’esecutivo Prodi. "Più grande sarà la mobilitazione in ogni angolo del Paese, più forte sarà la possibilità di tornare subito al voto per restituire la parola al popolo sovrano", scrive l’ex presidente del Consiglio.
Berlusconi ritiene ormai che il governo abbia le ore contate: "Gli italiani ne hanno abbastanza. Sono stanchi - scrive l’ex premier ai suoi parlamentari - di assistere ogni giorno al desolante spettacolo dell’ingovernabilità assunta a sistema, sono stanchi di vendette sociali consumate sulla loro pelle, sono stanchi di un governo ostaggio dei diktat della sinistra estrema". Il leader azzurro lancia un messaggio chiaro: "Per questo - sostiene - è l’ora di voltare pagina e di recapitare l’avviso di sfratto al governo delle tasse, dei tesoretti estorti e dello sfascio politico e morale".
"Il compito di ogni responsabile forza di opposizione - osserva il Cavaliere - è di convogliare la rabbia che sale da tutto il Paese in manifestazioni democratiche, di dar voce al malcontento dei cittadini e di trasformare la protesta in proposta". Gazebo e banchetti per raccogliere firme in una petizione popolare in cui si chiede il ritorno al voto dopo la caduta del governo Prodi. Un modo, evidentemente, per indurre il Quirinale a non rinviare il ritorno alle urne nel caso in cui - come è convinzione del Cavaliere - il governo fosse costretto a dimettersi.

Chi sono e perchè litigano










Il pm di Catanzaro-Luigi De Magistris (1), il ministro della Giustizia-Clemente Mastella (2) e il ministro per le Infrastrutture-Antonio Di Pietro (3) sono i protagonisti del caso politico-giudiziario del momento. Queste le tappe.
Nell'inchiesta sulla gestione illecita di fondi europei De Magistris indaga su imprenditori e politici.
Mastella chiede il trasferimento del magistrato perchè inadeguato al suo lavoro.
Il pm denuncia pubblicamente in TV di aver subito pressioni, poi iscrive il ministro nel registro degli indagati. MA... si vede togliere l'inchiesta dal suo capo per incompatibilità.
Intanto... Di Pietro sollecita le dimissioni di Mastella, il quale, però, accusa l'ex pm di non conoscere il diritto e minaccia il governo di togliere il suo voto.

(Pamela G.)

Curiosità

Il Nimesulide, principio attivo del noto farmaco "Aulin", ora si può comprare soltanto con la ricetta utilizzabile una volta sola. L'ha deciso, per prudenza, l'Agenzia Italiana del Farmaco: il principo attivo può infatti produrre danni a carico del fegato.

Donne e politica

L'On. Mara Carfagna è stata scelta come responsabile nazionale di "Azzurro Donna", l'organizzazione femminile di Forza Italia, che promuove e valorizza la partecipazione della donna alla politica e ne approfondisce le tematiche relative.
Un augurio che possa svolgere al meglio il suo compito!

Berlusconi: “Il Pd è solo un matrimonio di interesse”

Nel giorno del battesimo dell’assemblea costituente del Partito democratico, Silvio Berlusconi spedisce un messaggio tutt’altro affettuoso alla nascente creatura politica, frutto della fusione di Ds e Margherita. Il messaggio è diretto: la nuova creatura è frutto soltanto dell’esigenza di procedere a un tentativo di maquillage in vista delle possibili elezioni.
«Il Pd è solo un matrimonio di interesse che regolarizza la trentennale convivenza tra gli ex democristiani di sinistra, quelli che don Sturzo chiamava i comunisti spuri, e i post comunisti, tra i più pervicaci avversari del riformismo» scrive in un messaggio inviato a Ferdinando Adornato in occasione dell’assemblea dei club Liberal. «Un’iniziativa mossa dalla necessità di dover riequilibrare il buco nero di consensi nel quale l’attuale governo ha precipitato la sinistra». Rivolgendosi a una platea di “azzurri” riunita a Roma per i congressi dei municipi capitolini di Forza Italia Berlusconi dice: «Siamo oltre il 30% dei consensi, siamo il primo partito italiano. A Milano mi è sembrato grottesco sentire un leader attaccare i sondaggi che ci danno al 30% e dopo proporre come attendibile un sondaggio che collocherebbe il Pd tra il 29 e il 38%. Non bisogna essere laureati in statistica per capire che stanno letteralmente dando i numeri». «Sono parole che rendono Veltroni uguale a molti protagonisti della sinistra» continua «Ma io sono ottimista e guardo le cose in positivo: lui mi ha fatto un complimento inaspettato, ha ricordato che per 13 anni almeno metà degli italiani mi ha voluto presidente del Consiglio in quattro elezioni. Ha ragione Veltroni - sottolinea - è un vero record europeo». E alla critica di aver calcato troppo a lungo la scena politica, il Cavaliere risponde: «Lui è in politica da 35 anni. È un piccolo lapsus che la dice lunga su come quelli della sinistra tengono in considerazione la sovranità popolare e la volontà dei cittadini». Il presidente di Forza Italia ci tiene inoltre a rilanciare il cammino verso il partito unico del centrodestra, «un sogno che è ormai alla nostra portata… e regalerà al nostro Paese un bipolarismo maturo e consolidato. Dobbiamo ripartire su quella strada perché lo straordinario popolo delle libertà che ci segue e ci incoraggia ce lo chiede a gran voce. Ci vuole un solo grande partito, un partito liberale, popolare, nazionale, cristiano e riformista che sia in Italia quel che è in Europa il Ppe. È un compito al quale non possiamo sottrarci. È un progetto destinato a caratterizzare la politica italiana per i prossimi decenni che vorrei vedere realizzato come segno d’amore per il nostro Paese». Berlusconi invita a ripartire dall’assemblea costituente «cui eravamo riusciti a dare vita nel 2005» quando «abbiamo scritto insieme la carta dei valori di un nuovo soggetto politico che avrebbe poi potuto stipulare un’alleanza federativa con la Lega sulla falsariga di quanto avviene in Germania tra Cdu e Csu».
Berlusconi conclude infine con un duro attacco a Veltroni: «Tutti ormai sono consapevoli del degrado di Roma» dice il leader azzurro. La Capitale, attacca il Cavaliere, «si è dimostrata lontana dagli anziani.. Per questo come Forza Italia chiediamo fondi aggiuntivi e straordinari da sottrarre alle manifestazioni, ai circenses e alle feste per loro. Nella Capitale in certe ville storiche ci sono delle discariche a cielo aperto e il Colosseo è talmente degradato da essere chiuso al pubblico per il 70% delle sue parti. Attenzione a non far vivere a Roma l’incubo di Napoli».

26 ottobre 2007

“Quel bisogno di farsi notare”


Gurdandovi intorno, non avete l’impressione che il nostro paese si stia progressivamente imbruttendo e che le persone si stiano lentamente adeguando e abituando al brutto? Non sembra che millenni di storia, di cultura, di bellezza (intesa secondo i canoni estetici classici) vengano ormai ignorati per lasciare il posto quello che pare essere l’unico valore considerato: l’ostentazione? Pur di diventare famosi e ostentare i propri successi oggi si è disposti a tutto, anche ad imbruttirsi.
Un Paese, così come una persona non diventa mai brutto dalla sera alla mattina. Qualche tempo fa l'attore Gianni Tonolli diceva che i segnali di avvilimento di abbandono, tanto in uomo quanto nell’ambiente in cui vive, si manifestano nel corso del tempo. Egli aveva individuato le “sette piaghe” rivelatrici del decadimento della società. Erano queste: il nudo generalizzato e ostentato; l’eccesso di prostituzione e mendicanti per le strade; i governanti che trasformano la politica in insulto; la malfunzionalità delle autostrade a causa di cantieri “eterni”:l’esagerato uso di tatuaggi e di elementi per mettersi in mostra; il numero elevato di cartelli con scritto “vendesi” sui portoni delle case; il desiderio smodato di occuparsi di fatti e vicende altrui. Ebbene, guardandosi attorno, purtroppo, ci si rende conto che queste “sette piaghe” o meglio diremmo spie, sono tutte accese, proprio qui, nel nostro Paese. Vediamo che denudarsi, tatuarsi e ostentare spavalderia all’inverosimile denota in realtà mancanza di autostima e fiducia in se stessi; che prostitute e mendicanti per le strade sono il frutto della disperazione umana; che i politici litigiosi e instabili non producono altro che decadimento sociale e disagio per i cittadini; che i viaggi sulle nostre autostrade sono pericolose e costose corse a ostacoli; che le troppe case in vendita significano disagio sociale ed economico; che vivere di pettegolezzo e di curiosa morbosità su ciò che combina il nostro prossimo segnala un proprio fallimento personale in corso.
Riflettiamo.

(Pamela G.)