Sfogliando le pagine di un quotidiano nazionale, mi sono imbattuta in un articolo che iniziava così:
"Il commissario europeo delle finanze, Joaquin Almunia,dichiara espressamente che l'economia italiana registra la crescita più bassa dell’Eurozona." Incuriosita da questo incipit, ho proseguito nella lettura e mi sono trovata dinnanzi una serie di dati: "Secondo le stime dell' Unione Europea, in Italia la crescita del Pil è ferma al 1,9% rispetto alla media europea del 2,6%. Ma nel 2008 e nel 2009 le cose non sono destinate a migliorare. Infatti, il Pil si posizionerà rispettivamente a 1,4 % e a 1,6%, mentre nell’Ue la crecita è stimata dell’2,3%. Tutto questo contribuisce al rallentamento della produzione industriale, ferma a settembre, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, all’1%( dati Istat)".
Questa sfilza di percentuali presentate così sembra un po'inquietante, ma ancora di più spaventa, secondo l'opinione dell'autrice,è il loro significato! Quello che appare è che nel quinquennio 2001-2006, che registrava una forte crisi mondiale (Torri Gemelle, crollo delle borse mondiali, recessione "mondiale", ndr) l’Italia era riuscita, nonstante tutto, a rimanere nello standard degli altri paesi e nel 2006, quando incominciava la ripresa in Europa, il Pil era persino cresciuto a 1,9%.
Ebbene, allora è abbastanza semplice e immediato riconoscere che questi risultati non erano altro che il frutto di una buona e oculata politica economica messa in atto da parte del governo Berlusconi.
Invece oggi, mentre tutti gli altri paesi dell’Europa corrono noi cosa facciamo? E quali prospettive offrono a noi giovani? Ci facciamo passare il treno davanti rischiando di non riuscire più a prenderlo perché, come sottolinea anche Almunia, in Europa i rischi e le incertezze sono in aumento (vedi il rallentamento dell'economia USA, l'incertezza dei mercati finanziari, il prezzo del petrolio e altro...) e noi veniamo tenuti costantemente un passo indietro rispetto agli altri!
Ilaria G.
15 novembre 2007
"L'Italia è fanalino di coda della crescita Ue"
Etichette: Opinioni
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